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Detesto gli altri, quelli che mi derubano della mia solitudine senza offrirmi veramente compagnia. di " da "Le lacrime di Nietzsche""
 

Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Paolo (del 08/04/2010 @ 14:48:13, in SOCIETA', linkato 122 volte)
abito in un comune (Chioggia), in provincia di Venezia, nella regione Veneto: tutte amministrazioni coerenti con la stessa coalizione di centro-destra che governa a Roma.
Ho una domanda precisa per almeno due ministri che si occupano di amministrazione pubblica e di semplificazione amministrativa, perché sono incappato in una vicenda in cui sono implicate, a vario titolo, le amministrazioni locali che (almeno nel mio caso) non sembrano applicare sul “territorio” i principi della buona e semplificata amministrazione.
Magari qualcuno da Roma potrà spiegarmi l’inghippo. Ho chiesto un permesso di costruzione per una villetta familiare nel marzo 2009 e sono ancora in attesa dell’autorizzazione per l’inizio dei lavori e siamo ad aprile 2010. Non so quale delle amministrazioni interessate sia la meno attenta alle esigenze del cittadino; quale la meno efficace nello svolgimento delle pratiche; quale la più “fannullona”.
Starà ai ministri trovarmi una giustificazione plausibile per questi tempi “biblici”, visto che predicano la semplificazione e sfornano leggi in apparenza favorevoli all’iniziativa privata anche nell’ edilizia.

 In breve: la domanda riguarda un lotto reso edificabile dal 2003; il progetto è stato presentato con tutta la documentazione necessaria e integrato dove richiesto; l’edificio è una semplice villetta familiare; la zona era agricola e non presenta particolari situazioni di salvaguardia o di tradizioni storiche da rispettare.

 Posso sapere dai ministri interessati (Brunetta e Calderoli), se trovano questi tempi di attesa “normali” e coerenti con tutte le disposizioni che hanno emanato in materia di servizio al cittadino?
 
Di Paolo (del 22/03/2010 @ 15:04:33, in SOCIETA', linkato 109 volte)
La scelta del Ristorante Un gruppo di amici di quarant'anni dibatteva e dibatteva per scegliere il ristorante dove passare una bella serata. Finalmente si decisero sul Ristorante Tropicale perche le cameriere usavano minigonne corte e scollature generose. Dieci anni più tardi, ai cinquanta, il gruppo si riunì di nuovo e ripresero a dibattere e a dibattere per scegliere il ristorante dove passare una bella serata. Finalmente si decisero sul Ristorante Tropicale perche il mangiare era buono e c'era un'ottima scelta di vini. Dieci anni più tardi, ai sessanta, il gruppo si riunì di nuovo e ripresero a dibattere e a dibattere per scegliere il ristorante dove passare una bella serata. Finalmente si decisero sul Ristorante Tropicale perche lì si poteva mangiare in pace e c'era una sala per fumatori. Dieci anni più tardi, ai settanta, il gruppo si riunì di nuovo e ripresero a dibattere e a dibattere per scegliere il ristorante dove passare una bella serata. Finalmente si decisero sul Ristorante Tropicale perche c'era una comoda rampa per sedie a rotelle e c'era pure un piccolo ascensore. Dieci anni più tardi, agli ottanta, il gruppo si riunì di nuovo e ripresero a dibattere e a dibattere per scegliere il ristorante dove passare una bella serata. Finalmente si decisero sul Ristorante Tropicale che trovarono tutti essere una gran bella idea poiché non ci erano mai stati.
 
Di Paolo (del 15/03/2010 @ 14:24:55, in SOCIETA', linkato 76 volte)
Nel periodo di decadenza morale, politica e civile in cui mi trovo a vivere, credo sia più che mai necessario che anche gli artisti si esprimano sulle condizioni del Paese.
Non si può pensare solo alle mostre, alla critica, al denaro, come se vivessimo in un mondo a parte.
Occorre dire da che parte si sta, con coraggio e convinzione, almeno da parte di chi è capace di scelte chiare, senza reticenze.
 Io sono contro Berlusconi! e chi è contro Berlusconi è sicuramente anti-berlusconiano.
Rischiano il ridicolo i fini intellettuali che cercano di barcamenarsi dicendo che non si fa politica "contro" qualcuno.
 A loro chiedo: durante il fascismo avreste fatto queste sottili distinzioni?
Certo, ci voleva del coraggio a definirsi anti-fascista. Ma sono stati proprio gli anti-fascisti a creare e realizzare la fine del famigerato ventennio.
 Anche Berlusconi sta arrivando a quasi 20 anni di potere in Italia, diretto o indiretto.
 Per farlo cadere ci vuole una grande spinta. Bisogna essergli contro, senza se e senza ma.
 Io sono ANTI- BERLUSCONIANO.
 
Di Paolo (del 04/02/2010 @ 15:24:26, in SOCIETA', linkato 264 volte)
Partiti e padroni Forse è il momento di fare un piccolo ragionamento sui partiti attualmente operativi a livello nazionale, in Italia. Quanti sono autentici partiti democratici e quanti, invece, sono l’espressione di un padre-padrone o di un padre-tutore unico? Per cominciare dal più emblematico, il cosiddetto Partito delle Libertà o Pdl, occorre dire di chi è espressione? chi ne è il padre-padrone unico? Semmai è necessario ricordare che l’assorbimento di quello che fu il partito della destra, ex MSI e poi Alleanza nazionale, ha permesso una semplificazione, togliendo Fini dal numero dei padri-padroni a tutto vantaggio di Berlusconi.
 La Lega. Anche qui non ci sono dubbi. E’ il partito di Bossi.
 L’ Udc di chi è? Casini, senza dubbio. Gli altri pretendenti sono andati a rifugiarsi in altri gruppi per avere un po’ di visibilità e/o di potere, visto che l’unico leader è proprio Casini.
 L’Idv, Italia dei Valori, è di Di Pietro, punto.
 Il Partito Radicale non si identifica forse nel duo Pannella-Bonino, anche se nomina altri come segretari pro-tempore?
 Resta il PD, partito democratico che, in quanto “democratico”, delega al segretario la “padronanza”, ma con limiti e condizionamenti che di fatto non lo portano ad assumere il ruolo di “padrone” come i colleghi negli altri partiti.
 
Quindi, su sei partiti, cinque sono l’espressione di un leader autentico e il sesto, il solo a definirsi, guarda caso, “democratico” è l’unico senza un leader unico, riconosciuto, incontestato e incontestabile. Da questo punto di vista si ha, anzi, la contraddizione massima: è il solo partito a funzionare ancora con sistemi di selezione e di nomina simili a quelli del passato proprio mentre tutti gli altri si sono trasformati in “partiti del leader”.

Sempre a sinistra, inoltre, la frammentazione in partitini di quello che era il PCI, ha tolto rappresentanza ad una parte notevole dell’elettorato. O si riuniscono con un sistema simile al Pd, quindi con leader scelto democraticamente, ma debole, oppure non potendosi configurare come un partito unico, di tipo stalinista o berlusconiano, rimarranno satelliti isolati o destinati alla convergenza con il Pd.

 Questa anomalia del Pd, nel panorama attuale governato e regolamentato da questo sistema elettorale, lo destina ad essere partito di massa, ma non partito di governo, perché non riuscirà mai ad avere una linea unica ed indiscussa tale da riunire la maggioranza del paese sotto le proprie insegne. Qualsiasi accordo tra due o più formazioni ad esso alternative, raggiungerà sempre la maggioranza per quanto il governo nazionale e, tra non molto, anche nelle altre situazioni locali a partire dalle grandi Regioni.

 Il sistema maggioritario che dovrebbe favorire la formazione di due soli partiti, uno di simil-destra e l’altro di simil-sinistra, in Italia resterà una possibilità teorica o molto remota, perché il sistema elettorale stesso non lo favorisce e, soprattutto, la mentalità dell’elettore italiano non sa stare solo in una collocazione “fissa” ed aspira sempre a distinguere e distinguersi.

Ecco perché l’Italia attuale non può che essere berlusconiana, cioè stalinista di destra. Dire di Berlusconi che è l’erede di Mussolini e che il suo movimento è simil-fascista risulta perciò una grande inesattezza storica. Berlusconi incarna lo stalinismo di destra, un sistema a partito unico, a padrone unico, da assumere in toto senza “se” e senza “ma”, vera e propria religione assoluta.
 
Di Paolo (del 27/01/2010 @ 09:20:29, in SOCIETA', linkato 187 volte)
 riporto, in italiano, un frammento di discorso tra due gondolieri al traghetto di S.Tomà, durante la traversata (con nomi di fantasia, ovviamente):

Bepi: hai sentito che ieri c'erano le primarie del popolo della sinistra?
Nane: si, si. Esistono ancora quelli di sinistra?
Bepi: purtroppo si. E pensare che sarebbe bastato andare ieri, mentre votavano, ai seggi e buttargli una bomba!
Nane: si, si. Proprio quello che ci vorrebbe per questa manica di sfaticati.

Commento: L'italiano non rende "il colore" delle espressioni usate, ma tutti possiamo immaginarle!
Mi chiedo, ma i gondolieri non sono "lavoratori" che dovrebbero essere rappresentati più dalle istanze della sinistra che da quelle della destra oligarchica di questa città?
Infine, perchè questo "livore" verso la sinistra? Chi istilla quest'odio anche in giovani così poco impegnati politicamente, ma ferrei nel difendere i privilegi della propria "casta"?
 
Di Paolo (del 21/12/2009 @ 15:14:18, in SOCIETA', linkato 117 volte)
La politica oggi fa gran uso dei sondaggi e Berlusconi è il profeta di questa tendenza. Avendo mezzi superiori a chiunque altro in Italia (giornali, tv, pubblicità, un partito personale, ecc) , è anche il più conosciuto, il più presente, il più popolare. Ovvio che i sondaggi registrino questo dato di fatto e gli diano quindi ragione, in termini di "audience". La società italiana è ormai strutturata secondo il modello consumistico praticato e "imposto" da Berlusconi e la gran maggioranza degli elettori ne condivide valori, slogan, vizi pubblici e ...privati.
Nessuna meraviglia perciò che ogni evento che riguarda il personaggio, diventi occasione per accrescerne il fascino, compresi soprattutto i fatti nei quali può interpretare il ruolo della vittima. Lottare contro questo fenomeno è cosa vana! Meglio adattarsi e attendere tempi migliori che non potranno che essere, per contrasto, "peggiori", perchè solo da una crisi profonda del modello di società berlusconiana potrà trarre linfa una resistenza ed una conseguente proposta alternativa che indichi una via diversa a questa società incantata. Ve lo immaginate il risultato, in termine di popolarità, di un sondaggio svolto nel ventennio? Quanto avrebbe avuto Mussolini?
 
Di Paolo (del 14/12/2009 @ 10:41:23, in SOCIETA', linkato 99 volte)
Non è questa l'Italia che volevo.
Neppure la maggioranza degli italiani voleva questa Italia, se la matematica non è un'opinione. Ma il sistema elettorale (che invece è opinabile) ha costruito una maggioranza di voti sufficiente per consegnare il Paese nelle mani di Berlusconi e soci.
Se oggi il confronto politico è ridotto a ciò che vediamo, lo dobbiamo a questi italiani che si sono consegnati, armi e bagagli, all'uomo della Provvidenza, sicuri che solo lui sa governare e dare il benessere e la felicità a tutti.
Finchè non si sveglierà questa componente sociale, dal narco-sogno berlusconiano, non ci sarà mai una opposizione in grado di abbattere con le urne elettorali un sistema ormai troppo consolidato. Anche noi dobbiamo sperare nella provvidenza; che giri lo sguardo e abbandoni quello che finora ha consegnato alla cronaca (non certo alla Storia) come  l'unto del Signore.
 
Di Paolo (del 23/11/2009 @ 09:59:56, in SOCIETA', linkato 109 volte)
E' fin troppo facile affermare che la società contemporanea (quella italiana in particolar modo) è sempre più schizofrenica. Per restare al solo esempio dell'integrazione razziale, come è possibile che mentre il mondo si fa sempre più piccolo e quindi bisogna essere pronti a comunicare con tutti imparando lingue e studiando culture diverse, ci sia un partito come la Lega che predica il campanilismo, l'uso del dialetto, il rifiuto del confronto con l'altro? Cosa spinge questo movimento a pensare che la soluzione all'integrazione sia il ripiegamento su se stessi, sulla propria famiglia e sul proprio villaggio? Al di là della psicologia (che potrebbe dare delle ottime risposte individuali), politicamente mi sembra un modo di voler lasciare le masse nell'ignoranza e nella inconsapevolezza, riservando alle élites  le scelte e le parole d'ordine.
Negli anni settanta ed ottanta, noi giovani volevamo evadere dalla famiglia e dal villaggio, per incontrare i coetanei di altri paesi e di altre culture. Ci incuriosiva tutto, sentivamo di poter sfidare tutto.
Che senso ha, proprio quando i mezzi di comunicazione e l'aumentato benessere favorirebbero gli scambi, indicare ai giovani un futuro costruito attorno a sagre paesane, slogan razzisti, incultura di massa, modelli di comportamento improntati al più basso e feroce capitalismo?
 
Di Paolo (del 19/11/2009 @ 12:11:09, in SOCIETA', linkato 107 volte)
PARTECIPIAMO TUTTI ALLA MANIFESTAZIONE

NO B DAY del 5 dicembre 2009

La democrazia oggi si afferma anche così.



http://www.facebook.com/pages/Mobilitazione-Nazionale/226992630453?ref=ts
 
Di Paolo (del 06/11/2009 @ 10:45:27, in SOCIETA', linkato 121 volte)
ora che Repubblica ha ottenuto (quasi) soddisfazione da Berlusconi, invito a dimenticarsi per un po' di questo signore che pretende di rappresentare il popolo italiano. Siccome siamo in molti a non sentirci rappresentati da un sì fatto personaggio, vogliamo dedicarci ad una politica seria e costruttiva per il Paese? Lasciamo che di lui si occupino solo i suoi giornali di proprietà. Dedichiamoci e dedicatevi, cari giornalisti, al futuro di questo Paese che passa, necessariamente, attraverso l'esilio definitivo del signor Berlusconi dalla vita politica.
 
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