Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
Il Tempo che ci è dato
E’ questo! Questo della mia vita è il Tempo che mi è stato dato Non scelto, non voluto, non partecipato, ma presente, pesante, potente.
Con esso non condivido quasi nulla I miei desideri soccombono ai suoi voleri Non figlio Non amante Non padre.
Eppure son io! A me stesso devo il poco coraggio Dovevo odiare, uccidere, rinnegare, scappare da quel poco caldo che mi hanno concesso per trattenermi.
Altrove! Dove spazio e tempo mi accolgono in grembo come nessuna madre qui.
 E’ più difficile immaginare la morte di Dio o la morte della gravità? E’ venuta prima la morte di Dio ed ha provocato sicuramente sgomento tra i credenti ad oltranza, ma anche tra i semplici dubbiosi e scettici. Come si poteva immaginare il mondo senza l’idea di un “creatore” del tutto? Nella mia esperienza personale, per quello che conta, ho visto che si può convivere anche con l’idea della morte di Dio, perché quell’idea è talmente “umana”, utilitaristica, convenzionale che il suo abbandono può perfino fare del bene alla conoscenza ed alla “fede” stessa. La morte della gravità, invece, mi sembra a prima vista, più difficile da comprendere e da digerire. La mela è sempre caduta dall’albero e continuerà a farlo nonostante la scoperta della gravità e quindi anche nonostante la sua “morte”. Nel mondo terrestre la legge della gravità esiste e quindi continuerà ad esistere nonostante le nostre interpretazioni. Forse bisogna collocare questi due “elementi” -Dio e la Gravità- al di fuori dell’esperienza terrestre ed umana in senso lato e collocarli al di là del conoscibile e dello sperimentabile. Occorre, cioè, pensare abbandonando le solide certezze sia della fede che della scienza, così come sono vissute dall’uomo collocato sul pianeta Terra. Immaginare realtà non rapportabili e non riconducibili alla sola nostra esperienza per la quale esistono delle idee fondanti quali, appunto, l’idea di un ente creatore del tutto, da una parte, e di una legge di gravità inappellabile, dall’altra. Da tempo sono certo dell’inesistenza del Dio costruito dall’uomo, ora mi confronto con l’ipotesi che anche una verità scientifica così fondata e fondante possa essere un’illusione terrena e terrestre. Tra le due, comunque, mi sembra più accettabile la prima.
Altrove
Uno spazio ed un tempo dove le leggi della Terra non dominano.
Spazio e Tempo entità unica, finalmente possibile.
Follia estrema del nostro pensare o prima verità senza miti e senza dei?
"...detesto gli altri, quelli che mi derubano della mia solitudine, senza offrirmi veramente compagnia"
da "Le lacrime di Nietzsche"
Il bel tempo
Il vento che spesso mi sorprende e mi avvolge è spinto anche dal battito delle sue ciglia.
L’aria che respiro mi colma con il suo alito profondo.
Il profumo che colgo per strada è anche il suo odore.
La Terra non è ancora perduta se ospita questi segni.
Io rimango schivo per cogliere ancora vento, aria e profumo.
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