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		<title><![CDATA[Carnevale di Venezia]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<img vspace="2" hspace="2" align="left" src="/config/dblog_imm/battagondola.jpg" style="width: 68px; height: 104px;" alt="" />Febbraio &egrave; associato al Carnevale, soprattutto a Venezia. Nonostante il freddo eccezionale di questi giorni, il 4 febbraio 2012 alle ore 18.00, in piazzetta San Marco ci sar&agrave; il primo appuntamento per tutti gli appassionati (veneziani e turisti) all&rsquo;insegna del  &ldquo;di-vino&rdquo;, brindisi collettivo da una fontana che far&agrave; scorrere del buon vino, per riscaldare questi primi volonterosi&hellip;, con accompagnamento di musica e performance varie.<br /><br />&nbsp;Tema di quest&rsquo;anno &egrave; &ldquo;La vita &egrave; teatro. Tutti in maschera&rdquo;.<br /><br />&nbsp;Domenica 5 febbraio si pattina sulla pista di ghiaccio in Campo S. Polo; alle ore 11.00 festa veneziana sull&rsquo;acqua in Canal Grande; alle 12.00, in punta della Dogana &ldquo;il Grande Toro&rdquo;, allegoria del Carnevale 2012.<br /><br />&nbsp;Per  chi vuole approfittare della permanenza in citt&agrave; anche per un tocco &ldquo;artistico-culturale&rdquo;, sono aperte alcune grandi mostre.<br />&nbsp;Segnaliamo:<br />&nbsp;-Museo Correr: Armenia, impronte di civilt&agrave;<br />&nbsp;-Gallerie dell&rsquo;Accademia: Lorenzo Lotto<br />&nbsp;-Punta della Dogana: Elogio del dubbio  <br /><br />Nel suo &ldquo;piccolo&rdquo;, il BAC ART STUDIO propone le proprie incisioni a colori di Baruffaldi e Cadore, ma anche: -Manifesti del Carnevale (ampia scelta dal 1981 ad oggi) -Stampe, bookmarks, cornici dorate e dipinte a mano -Collettiva di Pittura, Scultura, Fotografia, Vetro]]></content>
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		<title><![CDATA[IL NUOVO SITO DELLA GALLERIA BAC ART STUDIO]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<img alt="" src="/config/dblog_imm/LogoBac.JPG" style="width: 57px; height: 60px;" />Il sito della galleria <span style="font-weight: bold;">BAC ART STUDIO</span> di Venezia ospita in permanenza le mie opere grafiche, oltre ad altre sezioni dedicate alla Pittura, alla Scultura e alle edizioni d'arte. Tutte le opere sono acquistabili on-line con il sistema PayPal, sicuro e rapido. Nel sito &egrave; inserita anche una sezione NEWS, che ospiter&agrave; le iniziative della galleria, le mostre, le proposte di nuovi artisti.<br /><br />L'indirizzo web &egrave;: <a href="javascript:void(0);/*1328274818473*/">http://www.bacart.com/</a>]]></content>
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		<title><![CDATA[Vacanze a Cortina]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<font size="3" style="color: rgb(255, 0, 0);">Psicosociologia di vacanze italiane 2011</font><br /><br />&nbsp;Cronache da Cortina:<br /><br />&nbsp;-lungo il corso principale vedo installate due enormi sculture che nulla hanno a che vedere con il contesto, che nulla hanno da aggiungere alla bellezza del posto, che nessuno ammira (per fortuna!). Una &egrave; di un &ldquo;grosso&rdquo;  scultore sudamericano noto per aver scelto l&rsquo;eccesso di forme nel rappresentare la figura umana (Botero), l&rsquo;altra &egrave; di una artista che si firma Tremonti.<br /><br />&nbsp;-nel museo principale &egrave; presentata una bella e completa rassegna della migliore pittura del secolo XX&deg;. In vendita anche un catalogo puntuale e preciso. Peccato che alla cassa nessuno sappia compilare una fattura per il mio acquisto. Cos&rsquo;&egrave; una fattura? mi  guardano  sbigottiti gli addetti.<br /><br />&nbsp;-Tanti bambini e tanti cani nei ristoranti, negli Hotel e in passeggio su sentieri e strade. Anche ad uno sguardo distratto ci si rende conto che i pi&ugrave; educati, silenziosi e simpatici sono i cani.<br /><br />&nbsp;-Ad un importante dibattito sulla situazione della politica in Italia, l&rsquo;applauso pi&ugrave; lungo e convinto della sala &egrave; andato a questa affermazione di Sallusti (quello che molti si ostinano ancora a chiamare giornalista): &ldquo;Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano &egrave; un COMUNISTA&rdquo;. <br /><br />Credo che queste quattro situazioni da me registrate la dicano lunga su una certa Italia di oggi. Anch&rsquo;io ero in vacanza in quella bella localit&agrave; di montagna e ci ritorner&ograve; per la natura, il paesaggio, i temporali improvvisi, i buoni piatti consumati nei rifugi alpini. Non certo per quelle orrende sculture, per la superficialit&agrave; fiscali, per i bambini petulanti, o  per certi ospiti che si ostinano a invitare.]]></content>
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		<title><![CDATA[Le decadi della vita]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[L'&nbsp; &ldquo;undici&rdquo; &egrave;&rsquo; il numero che ho sempre considerato come portafortuna, per il semplice fatto che &egrave; il numero del mio giorno di nascita.<br /><br />Invece, nella realt&agrave;, questo numero costituito da un 10 (la decade) pi&ugrave; uno, ha costituito, fin dal suo primo apparire reale, l&rsquo;anno dei miei 11 anni, una data infausta, se non altro perch&eacute; mi ha procurato due gravi lutti: la morte della sorella Florida e la perdita definitiva (non  per morte) del mio grande amico di tutta l&rsquo;infanzia, partito e mai pi&ugrave; rivisto.<br /><br />La vita &egrave; scandita dalle decadi e con pochi dettagli si riassume cos&igrave;:<br /><br /><span style="font-weight: bold;">a dieci anni</span>,<br />l&rsquo;amicizia<br /><br /><span style="font-weight: bold;">a venti,<br /></span>la giovinezza e l&rsquo;amore<br /><br /><span style="font-weight: bold;">a trenta,</span><br />arrivano i figli (reali o professionali)<br /><br /><span style="font-weight: bold;">a quaranta</span>, <br />siamo direttori o presidenti di un qualcosa, magari solo la squadretta di calcio o la bocciofila di quartiere<br /><br /><span style="font-weight: bold;">a cinquanta</span>, l&rsquo;amante<br /><br /><span style="font-weight: bold;">a sessanta,</span> <br />i nipoti (oppure le gradi soddisfazioni economiche e professionali, giubilei)<br /><br /><span style="font-weight: bold;">a settanta</span>,<br />finalmente noi stessi, con la possibilit&agrave; di dire e fare cose in libert&agrave; come nella nostra prima decade<br /><br /><span style="font-weight: bold;">a ottanta</span>, <br />dipende da salute, soldi, societ&agrave;. Possiamo continuare ad essere noi stessi se questi tre fattori, tutti insieme, sono a noi favorevoli. Altrimenti regrediamo e diventiamo bambini bisognosi di tutto e di tutti, come alla nascita<br /><br /><span style="font-weight: bold;">poi</span><br />la nostra parte materiale torner&agrave; ad essere utile alla terra, seppure in molecole e strutture diverse a noi indifferenti. La parte spirituale svanir&agrave; nel nulla, come nel nulla si era costituta e formata, <span style="font-style: italic;">ad usum Delphini</span>.]]></content>
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		<title><![CDATA[Filosofia, arte e vita]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[Filosofia, arte, vita  Per una singolare coincidenza ho letto, nella settimana in cui a Venezia si &egrave; aperta la Biennale d&rsquo;arte, due testi che mi hanno indotto ad una breve riflessione su Filosofia (o meglio FILOSOFI), Arte e Vita. Il filosofo in questione &egrave; il grande Emanuele Severino, reduce da una apparizione in TV da Fabio Fazio, dove presentava l&rsquo;ultimo suo libro; l&rsquo;Arte riguarda la presenza in Biennale del figlio di Severino, lo scultore Federico; la Vita &egrave; questa,  che ci mostra che anche i filosofi &ldquo;tengono&rdquo; famiglia. Il primo testo &egrave; ovviamente il libro-biografia di Severino che, da suo vecchio allievo, sto leggendo; il secondo &egrave; un articolo di giornale (l&rsquo;Unit&agrave;, se non  sbaglio), nel quale si criticava il filosofo per aver presentato alla Biennale, come artista, proprio il figlio. Mi soffermo su questo comportamento di Severino e concordo subito con il giornalista dicendo sommessamente al mio vecchio maestro che forse si poteva risparmiare un  gesto cos&igrave; platealmente di parte. Lo dico non da filosofo (ho solo studiato con Severino, ma non sono diventato certo un filosofo per questo) ma da artista, da operatore culturale veneziano senza padri e senza padrini e quindi &ldquo;frustrato&rdquo; per non aver trovato una strada di accesso alla grande manifestazione.  La Biennale, nella persona di Sgarbi, aveva chiesto a diversi grandi intellettuali italiani di segnalare, con loro personalissima scelta, un artista degno di essere invitato nel padiglione italiano. Su questo principio, dimostratosi a posteriori infelicissimo, si sono scatenate le pi&ugrave; antiche tendenze &ldquo;familiaristiche&rdquo;  anche in questi specchiati personaggi che dovrebbero rappresentare il meglio del pensiero italiano. Si sono visti perci&ograve; mariti segnalare la moglie (o l&rsquo;amante) e viceversa e, appunto, padri segnalare figli e viceversa. Un gioco, quindi, che ha portato inevitabilmente al crescere continuo dei segnalati, con pari diminuzione della qualit&agrave; e con la scomparsa di qualsiasi criterio critico e scientifico, tanto da portare al ritiro delle opere da parte di alcuni artisti pi&ugrave; rappresentativi.   Mettendo a confronto l&rsquo;opera filosofica del maestro con questo piccolo peccato di vanit&agrave; &ldquo;familiaristica&rdquo; resto comunque sorpreso dal gesto e mi conforta il mio &ldquo;piccolo&rdquo; pensiero che ricorda quel detto che &ldquo;nessun re &egrave; grande uomo per il proprio cameriere&rdquo;. Nel nostro privato si manifestano infatti le nostre debolezze, le nostre abitudini, i nostri &ldquo;tic&rdquo;, anche quelli che ci rendono &ldquo;piccoli uomini&rdquo; nonostante la grandezza del nostro &ldquo;apparire&rdquo; pubblico.  Paolo Baruffaldi  Venezia, 8 giugno 2011]]></content>
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		<title><![CDATA[Con garbo, senza Sgarbi]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<div style="text-align: center; font-weight: bold; font-style: italic;"><font size="3">Con garbo, senza Sgarbi<br /></font></div>
<br />&nbsp;Tra poco si accenderanno i classici riflettori sulla Biennale arte 2011 e quindi &egrave; meglio anticipare alcune notizie sulle manifestazioni organizzate dalle gallerie veneziane, per non venire tra poco travolti  dal travolgente flusso di news che riguarderanno gli eventi specifici legati esclusivamente ad essa.<br /><br />&nbsp;La galleria <span style="font-weight: bold;">BAC ART STUDIO</span>, Dorsoduro 862 &ndash; 30123 VENEZIA organizza tre  eventi:<br /><br />&nbsp;1)	Nello spazio espositivo in calle delle Botteghe, a S.Stefano: installazione di <span style="font-weight: bold;">PUNI</span><br /><br />&nbsp;Nello spazio espositivo a S.Vio 862: <br /><br />2) &ldquo;Mala Pianta 2011&rdquo; di <span style="font-weight: bold;">Paolo Baruffaldi</span> <br /><br />3)&ldquo;<span style="font-weight: bold;">Atelier d&rsquo;artista</span>&rdquo;, con opere di Paolo Baretta, Renato Borsato, Ferruccio Bortoluzzi,  Toni Dalla Venezia, Antonio Giancaterino, Anna Moro Lin, Iva Recchia, Gianni Sabbioni, Paolo Smali, Giancarlo Franco Tramontin, Giorgio Valenzin<br /><br />&nbsp;Nelle manifestazioni organizzate dalla Biennale, invece, saranno presenti le opere dei seguenti artisti, pi&ugrave; volte presentati nella nostra galleria con mostre personali e collettive: <span style="font-weight: bold;">Agostino Arrivabene, Francesco Barasciutti, Pino Chimenti, Ettore Greco,  David Dalla Venezia.  </span>]]></content>
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		<title><![CDATA[Ascoltando Berlioz]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<font size="3" style="font-weight: bold;">Ascoltanto Berlioz</font><br /><br /><span style="font-style: italic;">Strumenti diversi insieme</span><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic;">Voci diverse insieme</span><br style="font-style: italic;" /><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic;">Ascolti la forza della musica e del canto. </span><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic;">Unica melodia.  Magia e cultura insieme.</span><br style="font-style: italic;" /><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic;">Vorrei suonare senza le note</span><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic;">E scrivere poesie senza le parole</span>]]></content>
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		<title><![CDATA[Destra e sinistra]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[A sinistra si pu&ograve; criticare (fin troppo) il segretario di un partito. A destra si pu&ograve; solo adorare il "capo" e seguirlo oltre ogni soglia di decenza. Non basta questo a squalificare questa destra berlusconiana? Ci vuole una destra dignitosa e presentabile.]]></content>
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		<title><![CDATA[Il Re è nudo!]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[Il Re &egrave; Nudo! Ed ha il &quot;culo flaccido&quot; come dice la sua &quot;igienista orale&quot; che forse &egrave; anche proctologa, visto che conosce cos&igrave; intimamente il signor berlusconi. Mai paese occidentale moderno e democratico fu trascinato cos&igrave; in basso. Ahi! povera Italia di dolore ostello]]></content>
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		<title><![CDATA[Lista di inizio anno, sul modello della trasmissione di Fazio/Saviano]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<font size="3">1)Rester&ograve; qui, perch&eacute; &egrave; qui che voglio giocare a resistere<br />2)Continuer&ograve; l&rsquo;attivit&agrave; artistica, anche senza l&rsquo;appoggio di Pinault <br /> 3)Guarder&ograve; le opere dei giovani artisti, nonostante la loro presunzione <br />4)Camminer&ograve; per le calli anche con l&rsquo;acqua alta, basta avere gli stivali, diceva Cacciari<br />5)Andr&ograve; in campagna a coltivare l&rsquo;orto e le mie rose, solo per il piacere del contatto con la terra<br />6)Osserver&ograve; con tenerezza gli errori dei giovani <br />7)Torner&ograve; qualche volta a Parigi, per il suo &ldquo;torbido&rdquo; come diceva Ungaretti <br />8)Non andr&ograve; nei villaggi turistici tutto organizzato<br />9)Non giocher&ograve; pi&ugrave; al SuperEnalotto<br />10)Comincer&ograve; finalmente a creare le mie opere, senza l&rsquo;obbligo che siano capite e comprate<br /><br />&nbsp;e dunque rester&ograve; a Venezia, nonostante Venezia </font>]]></content>
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		<title><![CDATA[depressione e società (2)]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[La domanda era: &ldquo;E' possibile l'ammalarsi privato dell'individuo a causa del clima culturale dell'epoca?&rdquo;, intendendo per &ldquo;clima culturale&rdquo; la visione berlusconiana della vita (non solo politica) che da quasi un ventennio &egrave; stata imposta a questo Paese disgraziato!<br />Le poche risposte ed i pochi riscontri avuti, sentiti e &ldquo;partecipati&rdquo;, hanno colto un lato solo del problema, quello della sofferenza privata dello scrivente e ne sono stato colpito ugualmente. Ci&ograve; che &egrave; rimasto fuori &egrave; stato l&rsquo;altro aspetto, quello dell&rsquo; individuazione e della denuncia del &ldquo;colpevole&rdquo;.<br />La mia risposta all&rsquo;interrogativo retorico era ovviamente un grande &ldquo;s&igrave;&rdquo;. S&igrave;, il clima culturale dell&rsquo;epoca influenza l&rsquo;umore, lo spirito, il carattere delle persone, fino a trasformare le stesse, consapevoli o inconsapevoli, in affiliati convinti o in oppositori fieri. Non c&rsquo;&egrave; nessuna via di mezzo possibile per il cittadino &ldquo;sano&rdquo;. Deve schierarsi. <br />Ora, da cittadino costretto a schierarsi,  mi sono iscritto al partito degli oppositori fieri e sento, in cuor mio, che sarei disposto a qualsiasi atto pur di liberarmi di ci&ograve; che &egrave; causa del mio malessere, perch&eacute; una persona &ldquo;sana&rdquo; non pu&ograve; che desiderare di star bene e di poter sconfiggere con ogni mezzo chi e cosa, contro la propria volont&agrave;, lo infetta di un  qualche morbo estraneo che gli causa, alla lunga, un disagio ed una malattia.<br />Il demagogo Berlusconi si &egrave; sempre vantato dei propri successi e dei propri meriti, oltre ogni contributo di terzi compiacenti. Perch&eacute; allora non approfittare di questo delirio di potenza e promuovere una &ldquo;class action&rdquo; contro questa persona che si proclama artefice unico del clima culturale odierno? <br />Risponda anche dei risulati nefasti che la sua presenza e la sua azione hanno provocato nelle persone &ldquo;sane&rdquo; immuni dal suo virus. Risponda a me, a un temerario che osa augurargli una fine all&rsquo;altezza dei suoi misfatti.  Questo &egrave; il &ldquo;disagio della civilt&agrave;&rdquo; oggi!<br />Dobbiamo ritornare a leggere meglio Freud e forse Marx?]]></content>
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		<title><![CDATA[depressione e società]]></title>
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		<created>2010-11-02T08:58:07+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[Ho 62 anni, libero professionista, fuori dalla politica di ogni tipo, ma da sempre orientato verso partiti o movimenti di tipo &quot;solidale&quot; , quindi di &quot;sinistra&quot;.<br />&nbsp;Nei decenni precedenti, quelli del predominio DC, partecipavo e assistevo allo scontro politico con passione e convinzione e da questo atteggiamento partecipativo traevo beneficio anche per la mia salute mentale ed il mio equilibrio psicologico.<br />&nbsp;L'avvento di questa fase politica legata alla figura di Berlusconi ha provocato in me un progressivo abbandono dell'interesse per le vicende politiche del paese, ed ho dovuto rassegnarmi all'evidenza di un  paese  sedotto dalla persona e dagli ideali di questo personaggio.<br />&nbsp;Da almeno un anno, cio&egrave; da quando il dibattito politico si &egrave; ormai ridotto ai temi della giustizia (protezione del premier) e alle sue abitudini, vizi e virt&ugrave;,  &egrave; subentrato poco a poco uno sconforto sottile che mi sta portando ad una forma depressiva e di scoramento intimo, come se il &quot;marciume&quot; sociale avesse un potere diretto sulle mie facolt&agrave; personali e sul mio &quot;umore&quot;.<br /><span style="font-weight: bold; text-decoration: underline;">&nbsp;E' possibile l'ammalarsi &quot;privato&quot; dell'individuo a causa del clima culturale dell'epoca?<br /><br /></span>(lettera pubblicata su Repubblica il 2 nov. 2010)<span style="font-weight: bold; text-decoration: underline;"></span>]]></content>
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		<title><![CDATA[A proposito di MOSTRI]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[Titolo "forte" per la tragedia del giorno:

"Noto eterosessuale e padre di famiglia uccide e violenta la nipotina"]]></content>
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		<title><![CDATA[Il Grasso Occidentale]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<font size="4" style="font-style: italic;">Il grasso occidentale </font><br /><br />Sto seduto in fondamenta e vedo passare quintali di grasso<br />Sodo o molle e cascante; sempre bianco, come la nostra civilt&agrave; occidentale.<br /><br />Se andassimo ancora alla guerra con pugnali e frecce<br />migliaia di occidentali cadrebbero di fronte a poche decine di agili stranieri.<br /><br />Per la sorte di questo Occidente e per sua fortuna invece<br />lo straniero oggi viene a mendicare alle nostre porte per avere un po&rsquo; di quel grasso<br /><br />Se fossi un agile straniero correrei con piedi veloci <br />ad armarmi di pugnali e di frecce ed anche di spade.]]></content>
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		<title><![CDATA[Nonostante Venezia]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[Siamo ancora in piena settimana di feste a Venezia e gi&agrave; si assiste al coro degli elogi per la citt&agrave; internazionale, centro di cultura e di arte mondiale (da un lato) e al coro di lamentele per il non coinvolgimento delle realt&agrave; locali (dall&rsquo;altro). Spesso sono addirittura gli stessi che oggi decantano un aspetto, che poi si spostano sull&rsquo;altro, il giorno dopo. Ovviamente mi riferisco ai &ldquo;maggiorenti&rdquo; della citt&agrave;, a chi occupa i massimi posti di responsabilit&agrave;; tutti personaggi che sanno interpretare i rispettivi ruoli, con le prerogative annesse, partecipando oggi alla festa del magnate in un&rsquo;esclusiva cena di palazzo e domani ad un&rsquo;assemblea di base in cui difenderanno i vari comitati di quartiere o di categoria, abbracciandone le istanze.<br />&nbsp;Praticamente la politica della <span style="font-weight: bold;">&ldquo;careghe&rdquo;</span>. Stare in alto sulle poltrone, con un occhio a chi sta in basso. Chiss&agrave; che fremito devono provare i nostri amministratori quando, ad una cena, sentono Naomi dire che si far&agrave; regalare il Palazzo di Desdemona; oppure ascoltare qualche russo (l&rsquo;altro ieri erano gli arabi) intenzionato ad investire a Venezia in una delle tante operazioni di speculazione immobiliare, tanto per gradire, alla faccia dei comitati di quartiere che magari sono impegnati a difendere l&rsquo;ultimo sfrattato o la pensionata vedova che non riesce pi&ugrave; a pagare l&rsquo;affitto.  Venezia &egrave; questa! Il luogo delle parole sul futuro, mentre la citt&agrave; sprofonda e nessuno sa parlare la lingua del presente, con decisioni da prendersi qui e ora per ci&ograve; che riguarda la vita reale oggi.<br />&nbsp;Negli anni settanta sentivo parlare di <span style="font-weight: bold;">esodo</span> della popolazione. Ora che l&rsquo;esodo  si &egrave; concluso, con il definitivo abbandono della citt&agrave; da parte del ceto medio che la popolava e la rendeva simile a tutte le altre citt&agrave; moderne, sento parlare di idee rivoluzionarie per trasformare Venezia nella citt&agrave; della Tecnologia, oppure, a scelta, nella citt&agrave; dell&rsquo;Arte, delle Nautica, dell&rsquo;Architettura, dello Sport perfino! Ma quando mai?<br />&nbsp;Basta l&rsquo;esempio del ponte di Calatrava? Un ponte che doveva essere solo un quarto ponte sul Canale e che &egrave; diventato invece una questione vitale tra due fazioni opposte, come se esso potesse da solo affondare la Venezia storica, oppure rappresentare la vittoria delle nuove tecnologie. Solo un ponte che forse andava progettato meglio e con minore spesa!<br />&nbsp;E le politiche per ripopolare Venezia? Citt&agrave; definitivamente consacrata alle seconde e terze residenze di gente che non ci abita e non consuma in loco. Citt&agrave; di studenti che contribuiscono, loro malgrado, alla piaga degli affitti in nero e sempre in aumento. <br /> <span style="font-weight: bold;">Passato, presente e futuro  a Venezia</span>. I pochi veneziani (ricchi e poveri insieme) vorrebbero sopravvivere con i riti della citt&agrave; del passato; gli amministratori parlano solo di progetti &ldquo;futuri&rdquo;, tanto nessuno si ricorder&agrave; le promesse fatte e quelle mancate, tra una manciata d&rsquo;anni. Il presente sembra non interessare a nessuno.<br />&nbsp;Nessuno vuole che si mostri l&rsquo;immondizia in Canal Grande il giorno della Storica; nessuno apre cinema nella citt&agrave; del Festival del Cinema; nessuno parla di arte nella citt&agrave; della Biennale ( a meno che non si sia invitati ai pochi esclusivi vernissage delle grandi istituzioni); nessuno toglie gli immondi cartelloni pubblicitari sui monumenti storici pi&ugrave; importanti (in nome dei denari che i pubblicitari pagano); nessuno sa offrire gli strumenti al pi&ugrave; grande teatro (La Fenice) perch&eacute; programmi rappresentazioni degne della sua storia; e cos&igrave; via&hellip;<br /><br />&nbsp;<span style="font-weight: bold;">Bisognerebbe saper governare Venezia, nonostante Venezia! Nonostante i luoghi comuni, nonostante i finti difensori, nonostante i paladini calati da Roma o da qualche cordata.  Nonostante Venezia, io resto a Venezia</span>, <span style="font-weight: bold;">isolato  ma operativo. </span>]]></content>
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